Siamo parte della Creazione, ma anche destinati ad altro. Dio ci chiama a sé, ci prende da questo mondo per condurci al suo, liberandoci dalla zavorra che ci tiene ancorati alle cose terrene. Ma non è un sollevarci in alto per essere ammirati, per riconoscerci superiori agli altri. L’esempio che abbiamo è Gesù, che ha preso le distanze dalle logiche che governano questa Terra, è stato perseguitato, e per tornare al Padre ha vissuto l’esperienza della Croce. È uno scenario che spaventa, ma noi non siamo soli: abbiamo lo Spirito Santo che ci indica la strada, come fece con Paolo e Timoteo, e abbiamo le nostre comunità, in cui possiamo trovare sostegno reciproco e rinforzo nella Fede.

I fatti narrati nel passo di oggi degli Atti degli Apostoli furono decisivi nella storia umana. Lo Spirito Santo, con interventi espressi e perentori fa sì che s. Paolo, giunto nella Troade (oggi Turchia nordoccidentale), non piegasse verso oriente, ma verso occidente. Se invece di passare in Macedonia e da qui in Grecia e poi a Roma, Paolo fosse andato verso est, lungo la costa meridionale mar Nero, e poi in Transcaucasia, Persia ecc., la storia del mondo sarebbe stata affatto diversa.