Quante guerre conosciamo. Ci sono quelle terribili che sconvolgono paesi interi nel mondo e che vengono combattute con i cannoni. A volte sono raccontate, molto più spesso vengono dimenticate. Segreti e invisibili sono i conflitti “con i guanti bianchi”, intorno ai tavoli delle grandi multinazionali, per accumulare denaro e garantire il nostro stile di vita. Infine , come gramigna che infesta, conosciamo anche le battaglie e le ostilità che portiamo nel cuore, qualche volta le subiamo, qualche volta le alimentiamo. La pace che Gesù dona è la pace “piena” fatta di carne cuore spirito; è un legame promesso e mantenuto tra Dio e l’uomo, è l’uomo in cammino, è frutto di amore e rinasce passando per la croce. Non lasciamoci sfuggire di mano la possibilità, proprio oggi e senza rinvii, di essere costruttori di pace, saldi nella fede in Cristo e ancorati alla sua speranza di vita piena. Allora ogni nostra attività quotidiana e ogni incontro con i fratelli e le sorelle troveranno in Lui principio e forza e in Lui il compimento.

Il breve passo del vangelo di oggi contiene affermazioni fondamentali di Gesù. Egli dà la pace non come la dà il mondo: evidentemente la differenza non consiste nei modi diversi in cui egli e il mondo danno la pace, ma nella diversa natura di questa. Il mondo, a parole, è pieno di pace, ma è una pace fondata su valori fasulli, che alla fine non solo non appagano, ma lasciano vuoto o addirittura disperazione.
“Godreste che io vado al Padre”: questi è più grande di lui, non nella sostanza, che è la stessa, ma per il fatto che, essendo Egli padre, il Figlio gli deve obbedienza. Peraltro Gesù nel contempo assicura i discepoli che Egli, pur andando via da loro, non li abbandonerà.
Infine di lì a poco Gesù non potrà più parlare con loro: sta per venire il Principe di questo mondo, com’era stato preannunciato subito dopo le tentazioni. Il Demonio cercherà grazie alle sofferenze della passione di aver ragione della debolezza umana di Gesù, ma nel Redentore la volontà di compiere il disegno salvifico del Padre è più forte, e Satana contro di lui non può nulla; anzi, dalla passione e dalla morte in croce emergerà davanti al mondo quanto Egli ami il Padre.