Martedì 20 maggio

Un commento

  1. Il breve passo del vangelo di oggi contiene affermazioni fondamentali di Gesù. Egli dà la pace non come la dà il mondo: evidentemente la differenza non consiste nei modi diversi in cui egli e il mondo danno la pace, ma nella diversa natura di questa. Il mondo, a parole, è pieno di pace, ma è una pace fondata su valori fasulli, che alla fine non solo non appagano, ma lasciano vuoto o addirittura disperazione.
    “Godreste che io vado al Padre”: questi è più grande di lui, non nella sostanza, che è la stessa, ma per il fatto che, essendo Egli padre, il Figlio gli deve obbedienza. Peraltro Gesù nel contempo assicura i discepoli che Egli, pur andando via da loro, non li abbandonerà.
    Infine di lì a poco Gesù non potrà più parlare con loro: sta per venire il Principe di questo mondo, com’era stato preannunciato subito dopo le tentazioni. Il Demonio cercherà grazie alle sofferenze della passione di aver ragione della debolezza umana di Gesù, ma nel Redentore la volontà di compiere il disegno salvifico del Padre è più forte, e Satana contro di lui non può nulla; anzi, dalla passione e dalla morte in croce emergerà davanti al mondo quanto Egli ami il Padre.

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