Conoscere implica una relazione profonda con l’altro, un legame che si consolida nel tempo e si rafforza nell’ascolto. Gesù parla di conoscere e Filippo chiede di mostrare/vedere perché ancora legato ad un’esperienza istantanea, risolutiva nell’immediato. I discepoli faticano a comprendere il senso delle parole di Gesù e grazie alla confidenza che hanno con Lui si rivelano nei loro dubbi e Gesù con pazienza spiega loro la sovrapposizione tra lui e Dio Padre.
Bellissimo il suo invito: Se mi chiederete qualcosa nel mio nome, io la farò”.
E allora non stanchiamoci di pregare incessantemente per la pace, una pace disarmata e disarmante, con la certezza che il Padre nostro che è nei cieli ascolterà le nostre voci.
Gv. 14, 7-14
