Lunedì 12 maggio

Giovanni (10, 1-10)

Un commento

  1. Nel Vangelo di s. Marco (cap. 7, 19) Gesù dice che tutti i cibi sono leciti. Nel passo degli Atti letto oggi è contenuta la famosa visione della tovaglia, con la quale lo Spirito dice a s. Pietro di mangiare ogni cosa, comprese le carni. È consueto che al sorgere di ogni religione o setta si accompagnino norme o divieti su una o l’altra categoria di alimenti: si può ragionevolmente supporre che questo sia avvenuto anche per il sorgente Cristianesimo, che oltretutto ereditava le limitazioni in vigore nell’Ebraismo. Sull’argomento s. Paolo fu categorico: nella prima lettera a Timoteo (cap. IV) l’Apostolo attribuisce senz’altro al Demonio le dottrine che proibiscono alimenti per i quali dovremmo semplicemente ringraziare il Signore.
    Il mondo di oggi è pieno di fenomeni di questo genere, magari derivati da concezioni naturistiche, panteistiche spesso di origine orientale. Non sottovalutiamo la possibile origine demoniaca indicata da s. Paolo.

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