Mi piace molto questo brano degli Atti degli Apostoli perché in esso c’è molto movimento, ci sono viaggi, cammini, incontri e relazioni. Ritengo da sempre che il movimento sia vita e che questo valga anche nella propria fede. Scriveva infatti papa Francesco: “credere vuol dire aver dentro un’inquietudine che ci porta verso un “più”, verso un passo in più in avanti, […] più in alto o più in profondità nel nostro rapporto con Dio […] un rapporto mai finito, mai scontato, mai appagato, sempre in ricerca, non ancora soddisfacente. Impossibile dire a Dio: “Fatto, tutto a posto, è abbastanza””. In me sento che soprattutto questa convinzione di essere arrivati sia il mio rischio più grande, il rischio cioè di fermarmi soffocando e facendo morire la mia fede. Quindi, come dicono i pellegrini di Santiago, anche io mi dico “il cammino è la meta”!
At 8, 26-40
