Mercoledì 7 maggio

Gv 6,30-35

Un commento

  1. Dagli Atti degli Apostoli vediamo come la persecuzione contro la Chiesa nascente abbia l’effetto contrario a quello voluto: i perseguitati costretti a lasciare Gerusalemme si disperdono per la Palestina diffondendovi la nuova fede; e viene fatto l’esempio dell’azione del diacono Filippo in Samaria.
    Dal passo evangelico emerge come nei Sinottici la proposizione della divinità di Gesù avvenga partendo dal concreto, cioè dai miracoli, e poi, gradualmente, il Maestro insinui, cominciando dagli Apostoli, con la parola quella fondamentale verità. Invece s. Giovanni, che scrive in tempi più lontani dai fatti, va sul piano teologico fin dai primi capitoli: Gesù dichiara in vario modo la sua divinità e il suo strettissimo rapporto con il padre, senza necessariamente appoggiarsi ai miracoli.

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