Extra omnes: fuori tutti! Dal brano degli Atti degli Apostoli possiamo ricavare una interpretazione alternativa a questo comando legato all’inizio del Conclave. Extra omnes: siate Chiesa in uscita; disperdetevi come i discepoli, il cui annuncio della Parola del Signore non sarebbe stato altrettanto efficace se fossero rimasti chiusi nel loro edificio sacro. A noi che siamo fuori dalla Cappella Sistina risuona come invito a progredire nel cammino intrapreso con Papa Francesco, che sempre ha sollecitato la Chiesa a farsi ospedale da campo “entrando” nei bisogni delle persone e nelle diverse povertà.

Dagli Atti degli Apostoli vediamo come la persecuzione contro la Chiesa nascente abbia l’effetto contrario a quello voluto: i perseguitati costretti a lasciare Gerusalemme si disperdono per la Palestina diffondendovi la nuova fede; e viene fatto l’esempio dell’azione del diacono Filippo in Samaria.
Dal passo evangelico emerge come nei Sinottici la proposizione della divinità di Gesù avvenga partendo dal concreto, cioè dai miracoli, e poi, gradualmente, il Maestro insinui, cominciando dagli Apostoli, con la parola quella fondamentale verità. Invece s. Giovanni, che scrive in tempi più lontani dai fatti, va sul piano teologico fin dai primi capitoli: Gesù dichiara in vario modo la sua divinità e il suo strettissimo rapporto con il padre, senza necessariamente appoggiarsi ai miracoli.