Per fortuna esistono persone libere, aperte alle novità: non si nascondono, sanno comunicare il loro pensiero. Nella prima lettura di oggi, questo ruolo tocca al maestro Gamaliele, che si pronuncia apertamente in Sinedrio in difesa degli apostoli. Egli propone una sana teologia della storia: il male comunque finisce male e il bene non si può arrestare. Bisogna stare attenti a non porsi contro Dio, che agisce in quella storia, e che vuol portare a salvezza. Impariamo da questo fariseo l’onestà intellettuale di chi non sceglie in base a idee consolidate, ma mette in atto l’arte del discernimento e della fiducia nel piano di Dio.
(At 5, 34-42)
