E’ un momento drammatico per Gesù e la sua piccola comunità quello che leggiamo oggi. Si concretizza il tradimento di Giuda e si prospettano ore di angoscia, terribili sofferenze e la morte in croce. Eppure Gesù proclama che quella che sta per vivere è l’ora della sua “gloria”. Certo è un concetto di gloria immensamente lontano dal nostro. Mai e poi mai noi potremmo vedere segni di gloria in quello che Gesù sta vivendo. Per la nostra mentalità assomiglia di più ad un fallimento. Per Gesù, nel vangelo di Giovanni, la gloria è far vedere fino in fondo di quale amore siamo amati da Lui e di conseguenza dal Padre, dare la vita per riscattare il nostro debito. Pensando al prossimo Triduo nasce dal cuore un immenso GRAZIE Gesù.

A chiusura del racconto delle tentazioni di Gesù s. Luca dice che Satana se ne andò via da lui, per “ritornare in altro tempo”. Ed ecco che questo tempo è venuto, e comincia con il tradimento di Giuda. Da questo momento il Demonio opera durante tutto il corso della passione: le accuse ingiuste fatte a Gesù dal sinedrio, la viltà di Pilato, lo stesso rinnegamento di Pietro, per fortuna risoltosi con il pentimento, l’obnubilamento della folla dei Giudei che reclama la crocifissione, le torture della flagellazione e delle spine… Ma Satana, si può essere certi, puntava anche sulla debolezza umana di Gesù vero uomo, confidando che le sofferenze fisiche, il senso di solitudine e di abbandono (anche da parte del Padre!) prevalessero sulla adesione alla volontà del Padre stesso. Invece Gesù accetta la passione, aderisce alla volontà salvifica del Padre, pone al primo posto la gloria del Padre. E ci salva con la vittoria su Satana costatagli ben di più dei disagi dei quaranta giorni nel deserto.