Giovedì 27 marzo

In questi pochi versetti di Geremia, come nel salmo 94 (95) proposto oggi dalla liturgia, compare svariate volte il termine “ascoltare”. Nulla di strano per il mondo ebraico in cui “Ascolta Israele!” (‘Shemà Israel’, Dt 6,4) occupa uno spazio quotidiano di preghiera. Ma per me? Cosa significa nella mia quotidianità ascoltare la voce di Dio e camminare sulla sua strada? Per me ascoltare Dio è innanzi tutto fare silenzio, quel silenzio profondo che raggiunge il respiro della vita. Poi è permettere a Dio di trasformarmi, grazie anche alla sua Parola e agli incontri che pone sul mio cammino. Infine, è imparare a cogliere la dimensione dell’amore, in tutte le sue sfaccettature. Allora, come Salomone quando Dio gli dice “Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda” (1Re 3,5), ti chiedo Signore la forza di risponderti: “Concedi al tuo servo un cuore che ascolta”

(1Re, 3,9). (Ger 7,23-28; Sal 94)

2 commenti

    • “Chi non è con me è contro di me. Chi no raccoglie con me disperde”. Queste due severe affermazioni di Gesù esprimono la radicalità della scelta cristiana, in un mondo che oggi è pieno di para-cristianesimi di vario grado fino a sfumare nell’agnosticismo. Così come questo mondo è pieno di filantropie di ogni genere, che non sono un raccogliere con Cristo, un agire e fare bene per amore di Dio, ma un disperdere.

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