Nella parabola di oggi il figlio dissoluto l’ha proprio combinata grossa: ha deluso suo padre e infangato il buon nome della famiglia. Un padre orgoglioso probabilmente non lo avrebbe voluto rivedere mai più, nemmeno come servo. Ma il giovane conosce suo padre, sa che è buono (tratta bene anche i servi), quindi decide di tornare. Quello che si aspetta, però, è di dover pagare il suo debito; è convinto che sarà riaccolto, ma con una punizione che lui stesso propone. Questa è anche l’immagine che rischiamo di avere di Dio: sappiamo che è buono e ci perdonerà, ma pensiamo di dover fare penitenza per rientrare nelle sue grazie… confidiamo nel Paradiso, ma immaginiamo di dover scontare prima un bel po’ di Purgatorio. La Parola di oggi ci racconta altro: al figlio non viene chiesto niente, anzi gli viene dato in abbondanza. Così è il perdono del Signore: gratuito e traboccante d’amore, rieducativo senza bisogno di strumenti correttivi, capace da solo di trasformare i cuori.
(Lc 15,1-3.11-32)

È vero dobbiamo liberarci dal pensare con una logica umana