Oggi il vangelo ci offre la preghiera delle preghiere: il Padre Nostro. Tertulliano, affermava che questa preghiera insegnata da Gesù è il breviario di tutto il vangelo. Il Padre nostro è una preghiera rivoluzionaria rispetto alla tradizione ebraica la quale aveva le sue preghiere da recitarsi collettivamente ed in pubblico. Da sempre i cristiani hanno cercato di definire il contenuto essenziale della loro fede. Gesù stesso ce lo consegna. Non per domandare cose, ma per essere trasformati. Pregare è dare a Dio del Padre, del Papà innamorato dei suoi figli, è chiamare vicino un Dio che sa di abbracci dimenticando le parole “io e mio”, perché fuori dalla grammatica del Padre Nostro ma sempre Tu, tuo e nostro, il tuo Nome, il nostro pane. Bisogna avere molta fame di vita per pregare bene. Fame di Dio, perché nella preghiera non ottengo delle cose, ottengo Dio stesso. Un Dio che intreccia il suo respiro con il mio, che mescola le sue lacrime con le mie, che chiede solo di essere suoi amici.

La cosa più sublime che Gesù ci ha rivelato: poter chiamare l’Onnipotente, il Re dell’universo con il nome di Padre.