Quante volte, dopo aver lottato per realizzare un progetto e dare forma ad un sogno, proprio mentre ci stiamo gustando i nostri risultati raggiunti con fatica e determinazione, arriva lui, il demonio scatenato, e mette tutto sottosopra. A volte ne usciamo vincitori, ancora più forti e determinati, a volte invece con le ossa rotte, i nostri sogni sgretolati e senza più fiducia. L’ho visto in tante coppie andate in crisi, in persone che hanno speso una vita cercando la propria realizzazione o in altre messe alla prova dalla malattia.
Succede la stessa cosa a Gesù nel Vangelo di oggi: sapeva sarebbe stata dura la Sua missione e per questo entra nel deserto, accompagnato dallo Spirito, per stare 40 giorni in piena comunione con il Padre. E proprio sul più bello che sembrava andare tutto bene e stava terminando il Suo tempo di ricarica, arriva il demoniaccio, per metterlo alla prova sugli stessi punti deboli con i quali si prende gioco anche di noi: convinzioni, sete di potere, sentimenti, bisogni..
Vivere la Quaresima significa vivere un tempo dove renderci forti per non perdere le nostre consapevolezze e i nostri progetti, per fare fronte agli attacchi di quello scatenato di demonio che si diverte a farci soffrire e a metterci nei guai. Contro di lui non basta la buona volontà ma c’è bisogno di una strategia! Contro Gesù, per metterlo alla prova e farlo cadere, il demonio usa la Parola e Gesù si fa trovare pronto e forte nel ribattere a tono, senza esitazioni, usando la stessa arma con cui l’avversario vuole farlo cadere. Contro il demonio non possiamo fare diversamente se non mettere in atto anche noi una strategia: come quella che mettiamo in atto per salvare il nostro matrimonio, per stare fedeli, per amare i figli anche quando ci portano al limite; strategia come quella che usiamo per essere onesti al lavoro, per restare umani di fronte alla cattiverie che vediamo o subiamo; strategia come quella usata per arrivare a fine mese e magari riuscire a mettere il minimo da parte.. Quante strategie sappiamo usare nelle sfide della nostra vita? Gesù oggi ci dimostra che anche la fede è questione di Strategia!
Il primo passo è considerare che tutto ciò che siamo e abbiamo è dono da vivere appieno e con gratitudine. Sembra banale ma non lo è: se vivo nella gratitudine so che nulla mi appartiene ma tutto mi è affidato e posso viverlo al meglio finché è in mio potere farlo. Il senso di possesso di tutto e tutti, delle cose che mi sono guadagnato e delle persone a cui tengo, mi porta a soccombere non appena qualcosa non va secondo i miei piani. La gratitudine mi tiene aperto e disponibile tanto a ringraziare quanto a chiedere. Bellissima in questo senso la prima lettura. Nel deserto della nostra Quaresima potremmo rivedere ogni affetto e ogni cosa che abbiamo sotto quest’ottica, riconoscendo che, anche se imperfetto, molto di ciò che ci circonda è Grazia riversata in noi. Il secondo aspetto è lasciarci abitare dallo Spirito proprio come ha fatto Gesù nel deserto, in piena comunione con il Padre. Vivere momenti dove, stando davanti al Signore, ringrazio per ciò che ho e affido ciò che mi sta a cuore o sento essere faticoso. Tanto più sarò centrato nella mia vita presente, tanto più sarò forte di fronte al tentatore che vuole mettermi in discussione. Il terzo passaggio è proprio quello di non lasciarmi “abbindolare” dalla tentazione di cedere a ciò che sembra facile e di immediato impatto sulla mia realizzazione: l’orizzonte che Gesù ci offre è sempre illuminato dall’Amore che non smette mai di presentarci prospettive nuove. Ciò che esula dall’amare il prossimo e me stesso non è la strada che Gesù ci propone. Il tempo di Quaresima è il tempo dove dare un nome alle sfide che viviamo per lasciarle illuminare dalla Sua Parola e dagli esempi concreti di chi le ha attraversate, scegliendo l’amore come unica strategia, anche se più faticosa e meno immediata.
Nessuna vita, neppure quella di Gesù, è stata o verrà risparmiata da qualche prova. Entrare nel deserto quaresimale, significa scoprire che Egli ci rende forti e capaci di non cedere alla rassegnazione ma di saper inseguire il nostro Bene e il Bene radicale e profondo che possiamo generare, anche in piccolo, quando siamo ancorati a Lui nella gratitudine, nell’affidarsi, nel sapere che siamo lottatori assieme a Lui contro il male. Questo mondo non sempre ci mostra la strada maestra, anzi. La Quaresima è tempo di Grazia dove, nel silenzio, illuminati e abitati da Lui, possiamo cercare e seguire le scelte d’amore che da mettere in atto e renderci forti contro il demonio scatenato.. ma non imbattibile.

“Gesù era guidato dallo Spirito nel deserto e veniva tentato dal Diavolo”. S. Matteo nel riferire lo stesso fatto è più esplicito: “Lo Spirito condusse Gesù nel deserto per essere tentato dal Diavolo”. Lo Spirito Santo, sappiamo, è per così dire il regista della vita umana di Gesù. Questi è perfetto uomo in tutto, tranne che nel peccato: mangia, beve, si stanca, si adira, si commuove ecc., ed è anche soggetto alla tentazione. E se lo è lui, lo siamo anche noi. Nel Padre Nostro ci viene insegnato di chiedere al Padre anche di non abbandonarci alla tentazione: questa c’è, altrimenti la richiesta non avrebbe senso; così come quella del pane quotidiano: se esso fosse sempre assicurato, non avrebbe senso chiederlo. E qui deve intervenire la fede nella provvidenza del Padre, che se invocato ci ascolta.