Giovedì 6 marzo

Se voglio seguire Gesù devo rinnegare me stesso e prendere ogni giorno la mia croce. Mi viene data la scelta, ma scegliere non è semplice. Cosa vuol dire infatti rinnegare me stesso? E cosa significa portare la mia croce? Forse, nella mia vita, rinnegare me stesso vuol dire rinunciare ad assecondare desideri ed aspettative degli altri al fine di accettarmi per quello che sono, con le mie paure, con la mia pochezza, correndo il rischio, e questa è la croce da portare, di deludere gli altri, di dimostrare la mia fragilità e la mia necessità di chiedere aiuto. Seguire Gesù non mi dà certezze, ma profuma di buono, profuma di amore, profuma di immensità. Di fronte a questa prospettiva grandiosa posso rinnegare me stesso e portare la mia croce perché, come dice Alda Merini “Il pensiero di Dio fu un pensiero gigantesco, un pensiero talmente gigante che sconvolse albe, tramonti, terre, tenebre, un pensiero che noi non potremmo mai capire perché è di una vastità talmente bella quanto inutile, rispetto ai nostri desideri”.

Lc 9, 22-25

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