Camminare insieme giorni, mesi,anni eppure a volte non comprendere chi mi cammina accanto. Non comprendersi: la più consueta e umana delle esperienze di vita .Si interpretano parole, a volte sguardi, in maniera negativa arrivando a pensare che una persona possa avere qualcosa contro di noi, ed una nostra reazione possa scatenare un conflitto nel rapporto. Quanti matrimoni, quante amicizie finiscono proprio per delle incomprensioni, per l’incapacità di dialogo, per la mancanza di coraggio di parlarsi. Quante volte facciamo come i discepoli, seguiamo Gesù in automatico, non capiamo quello che dice e abbiamo paura di fargli (farsi) delle domande. Per la strada l’attenzione dei discepoli è catturata da altro: chi è il più grande? Per noi esseri umani esistere significa essere approvati, avere visibilità, avere il posto migliore, oggi come allora. L’insegnamento di Gesù è subito un fatto: un bambino portato al centro, al posto che ha liberato per lui. Per essere grandi nell’amore occorre essere il più piccolo: grande nell’affidamento, nella semplicità, nella spontaneità.

Tutto vero, ma spesso dietro delle reazioni sbagliate ci sono tutte le ferite e le esperienze negative che ci portiamo dentro, che solo il Signore può guarire.