Sabato 1 febbraio

La tempesta sul lago rappresenta le difficoltà, le delusioni e le prove che possiamo incontrare nella nostra vita. Tutti noi attraversiamo momenti di tempesta, personali ma anche collettivi. In certi momenti è facile sentirsi disperati e senza speranza. A volte ci sembra che Dio sia assente, che non ci ascolti, che ci abbia abbandonato. Di fronte a queste sfide la fede può essere messa alla prova. Come i discepoli sulla barca potremmo sentirci spaventati e soli. Ma Gesù ci invita a non avere paura e confidare in lui, imparare che Lui è sempre con noi, anche quando le cose si mettono male, che ci ama e mai ci abbandonerà.

Mc. 4,35-41

Un commento

  1. Continua la lettura della Lettera agli Ebrei: un pozzo di dottrina teologica. Oggi il tema è la fede, con la famosa definizione che Dante enuncia quando sulla fede viene e esaminato da s. Pietro: “Fede è sustanza di cose sperate / ed argomento delle non parventi” (Par. XXIV, 64-65).
    La fede ritorna nel Vangelo, quando Gesù rimprovera pacatamente gli apostoli con lui sulla barca. Per aprire la strada al convincimento della sua divinità Gesù ha già compiuto diversi miracoli, ma il risultato non è ancora raggiunto (“chi è costui al quale ecc.”). [Non meravigliamoci: come avremmo reagito noi di fronte a uno che volesse persuaderci di essere Dio?].
    Un particolare a cui di solito non si bada: c’erano anche altre barche. Gli occupanti avranno avuto la stessa paura di quanti erano sulla barca di Gesù, e si saranno stupiti dell’improvvisa bonaccia, senza aver visto come e da chi era stata provocata. Una volta tornati a terra, sarà incominciato un gran parlare, e si sarà fatta strada la notizia del prodigio e del suo autore…

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