Domenica 19 gennaio

Il Vangelo di oggi è un Vangelo che spesso si presta come spunto per i matrimoni o i percorsi fidanzati e famiglie. Le nozze sono simbolo di una vita spesa per amore e non per interesse personale, una vita che si dona e sa germogliare. Il Vino è simbolo di gioia ma anche di quella offerta di sé che Gesù ha fatto nell’ultima ora della Sua esistenza terrena e che ci ha aperto la strada della salvezza. Vino che fu sangue versato per aprirci le porte dell’eternità.
Non riguarda solo la vita matrimoniale però, anzi! Tutti siamo chiamati ad amare lì nella condizione di vita in cui ci troviamo. Una vita senza amore non è vita ma è già morte. Facile? No, perché amare è una scelta e non un istinto e diventa uno stile che mettiamo in atto di fronte ad ogni situazione che viviamo. Non è facile anche perché spesso siamo immersi in una quotidianità che, a causa della frenesia o delle preoccupazioni, rischia di spegnerci e togliere gusto alle nostre giornate. E’ un rischio che riguarda tutti: le fatiche nel lavoro, la sfida di essere genitori, la malinconia della solitudine, il bisogno di ripensarsi con il trascorrere del tempo e i cambiamenti che la vita inevitabilmente ci impone.. quante situazioni ci sono che ci fanno accumulare stress e rendono difficili i nostri giorni?! Vivere la quotidianità rivestendola di entusiasmo e di gioia sembra a volte un’impresa ardua. Ecco allora che il vino è immagine della gioia e della festa ma soprattutto il vino è la soddisfazione di godere del proprio lavoro, del proprio impegno e dei sacrifici fatti. Dopo aver coltivato, faticato e atteso, riempire il calice con il frutto del proprio sudore e gustarselo, è una soddisfazione impagabile. Eppure non sempre va così, non sempre la vita ci ritorna ciò che abbiamo dato ed ecco allora la frustrazione, che presto diventa avvilimento che spegne l’orizzonte delle nostre giornate insinuandosi nella nostra mente e nel nostro cuore.
Gesù alla festa delle nozze, trasformando l’acqua in vino, riaccende la Vita non solo degli sposi ma di tutti gli invitati e oggi ci ricorda che questa è la nostra vocazione: non siamo votati ad una vita di ristrettezze e miserie, e non siamo nemmeno votati ad una vita priva di gioie e soddisfazioni. Seguire Gesù significa lasciarci inondare di Vita attraverso quella Sua offerta di sé che ci reinserisce sempre in un flusso continuo di amore. Per questo, come cristiani, siamo chiamati ad essere fermento di quella giustizia e di quella pace che rendono luminosa la vita di tutti. L’apporto che possiamo portare a questa società, è la capacità di vivere non oppressi dalle fatiche o dalle delusioni, ma di vivere nella certezza che siamo amati. E questo passa attraverso il nostro amore sincero e gioioso. Come cristiani, in questo mondo, possiamo spezzare noi per primi quei legami che ci ingabbiano nella tristezza per essere testimoni di una vita che respiri speranza e gioia per tutti. Mi rende sospettoso quella spiritualità triste che si alimenta di sensi di colpa e vede solo l’opera del maligno dalla quale proteggersi. Non siamo chiamati a vivere in difesa ma siamo chiamati a vivere seminando gioia, proprio come sa fare il vino ad una festa.
Mettiamo nelle mani del Signore gli ambiti della nostra vita che non risplendono di Luce, accostiamoci a Lui Eucaristia per lasciarci abitare dalla Sua gioia e continuiamo a credere nell’amore attraverso le nostre scelte concrete e coraggiose.
Alle nozze ci siamo anche noi: non restiamo in disparte, c’è vino per tutti.. anche per te!

Is 62,1-5   Sal 95   1Cor 12,4-11   Gv 2,1-11

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