Sabato 18 gennaio

Davanti agli altri possiamo apparire brave persone, oppure insensibili, egoisti, ingiusti. Noi stessi possiamo essere convinti di essere bravi cristiani o impenitenti peccatori. Il nostro e l’altrui modo di vederci si ferma troppo spesso alla superficie e non coincide con quello di Dio: Lui è capace di metterci a nudo, di penetrare nelle profondità del nostro animo, di vedere la cosa buona e giusta che Lui stesso ha creato e che si nasconde sotto la facciata di fariseo o pubblicano. Per aiutarci a farla riaffiorare oggi ci estende un invito: “Seguimi”.

Eb 4,12-16;Mc 2,13-17

Un commento

  1. Levi-Matteo, chiamato da Gesù a seguirlo, cosa fa? Si ritira a riflettere, o addirittura a far penitenza e digiunare? No: dà una grande cena – dipinta anche da pittori famosi – per accomiatarsi da colleghi e persone importanti con cui aveva avuto rapporti durante la sua attività di agente delle tasse. È l’occasione in cui Gesù dichiara lo scopo della sua missione: salvare gli uomini, e in particolare quelli che ne hanno più bisogno, i peccatori. In altra circostanza dirà che si fa più festa in Cielo per un peccatore convertito che per cento giusti.

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