Giovedì 16 gennaio

La compassione.
Gesù ha compassione per noi, così come ne ha avuta per il lebbroso. Si lascia commuovere e ci invita a fare lo stesso.
Possiamo imparare a guardare il nostro prossimo come fa Lui, in semplicità, con lo sguardo spalancato verso tutti, sia quelli che ci stanno simpatici sia verso quelli con cui facciamo fatica a condividere anche semplici momenti. Con uno sguardo compassionevole lasciamo un bel ricordo nel cuore dell’altro. Regaliamo un sorriso e la speranza che una guarigione possa nascondersi anche dietro un breve momento.

Mc 1,40-45

Un commento

  1. Due cose notevoli nelle letture. Il fatto di Massa e Meriba ricordato ben in due di esse. Nella Scrittura più volte il Signore rammenta quell’ episodio: sembra quasi che si sia quasi “legata al dito” quella dimostrazione di poca fede da parte del popolo; infatti la punirà con la lunga permanenza nel deserto e gliela ricorderà, come ho detto, più volte, pur senza rompere la sua alleanza stipulata prima con Abramo e poi con Mosè.
    Secondo. Prosegue la serie di miracoli di cui Gesù non vorrebbe che si desse soverchia pubblicità. Questa volta il miracolato, nella sua comprensibile gioia, trasgredisce il comando di Colui che lo ha guarito. Gesù dovrà ormai rassegnarsi al clamore che va suscitando; i suoi miracoli saranno ormai pubblici e otterranno il rifiuto e la chiusura da parte di scribi e Farisei.

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