Che cosa vuoi da noi Gesù? Sei venuto a rovinarci? La Parola del Signore non è una parola qualunque: è una Parola di vita, che ha autorità, perché è capace di dire una verità profonda, che ci illumina. A ognuno il Signore ha qualcosa di profondamente vero da comunicare se lo si ascolta con cuore aperto e disponibile. Proprio perché è parola di verità e di vita, la Parola del Signore è una parola capace di liberarci. Oggi vediamo Gesù che caccia un demonio: in questa azione di Gesù vediamo la capacità di liberare dal male. Possiamo , come cristiani, fare esperienza di una liberazione. Sta a noi chiedere con forza, nella preghiera, questa liberazione. Chiedergli di entrare nelle situazioni oscure della nostra vita, di farci uscire dalla nostra “comfort zone”, di farci prendere consapevolezza dei nostri limiti. Tutto questo non da soli, ma con Lui, per sperimentare la forza liberatrice della sua Parola.

Dopo l’infelice esperienza di Nazareth (raccontata da s. Luca) Gesù si trasferisce a Cafarnao, dove fissa la sua residenza. Ivi, da rabbino, insegna al sabato nella sinagoga, evidentemente in modo diverso da quello solito degli scribi, suscitando ammirazione. Il miracolo che compie è uno di quelli mediante i quali Gesù vuole proporre la sua divinità, ma gradatamente, per non provocare sconcerto e reazioni premature. E’ per ostacolare questo intento che il demonio, costretto a uscire dal posseduto, proclama sguaiatamente la divinità di Gesù, che lo zittisce subito.
Merita molta attenzione il passo della Lettera agli Ebrei, per le precisazioni che contiene sulla natura, sulla missione di Gesù, sul senso della sua passione e morte.