Ancora una volta il Vangelo riesce a sorprendermi: Gesù mi invita personalmente (‘Venite a me …’), invita ogni persona oppressa della vita, dalle sue fatiche, dalle sue regole e doveri a seguire lui, e a portare il giogo ‘leggero’ dell’amore, la legge che rende liberi. Seguire questa legge comporta essere miti e umili, come lui stesso si definisce. Mi è capitato alcune volte di dover presentare il curriculum nel quale generalmente si tende a dare un’immagine di sé prestazionale ed efficiente, per essere migliore e superiore ad ogni confronto. Ma il curriculum di Gesù segue altre logiche! Ultimamente ho avuto modo di ragionare attorno al concetto di “gentilezza”, e come questo atteggiamento sia uno stato d’animo capace di risanare e contagiare chi la riceve. Penso che per la mitezza e l’umiltà si possa fare un discorso simile. Allora il mio impegno è quello di seguire l’esortazione di Gesù a diventare mite ed umile e, come lui, poter accogliere e alleggerire chi si sente affaticato e oppresso.
Mt 11, 28-30
