Lunedì 9 dicembre

In questo brano ci sono tante persone vicine a Gesù; ci sono i farisei, che lo stanno
ascoltando e che probabilmente lo stanno “gustando”, perché riconoscono la sua sapienza e un linguaggio, forse semplice, ma intriso delle sacre scritture; c’è la gente comune, che attende a cerchio perché i primi posti se li sono presi loro; stanno, a volte sentono a volte no, ma anche solo stare lì fa bene. Un po’ come quando entriamo in una chiesa vuota o mentre non ci sono celebrazioni in atto: si sta bene.
E poi c’è chi è arrivato da lontano o semplicemente si è attardato perché portava il peso di un amico in difficoltà, è arrivato da lontano, con tanta fatica ma anche tanta speranza, e così per lui non c’è ostacolo, la speranza in Dio spinge oltre, a vedere alternative e strade da percorrere dove gli altri vedono solo folla che si accalca per ascoltare Gesù.
Signore, fa che io sia così: in movimento, anche se non ti ho ancora visto, ma mi basti aver sentito la Tua Voce, mi basti sapere che ci sei per trovare strade nuove da percorrere insieme a chi è con me e che con i suoi problemi, in realtà, mi dà un motivo vero per cercarTi.

Luca 5, 17-26

Un commento

  1. Questo del paralitico è uno dei primi miracoli di Gesù. Con essi Egli vuol cominciare a presentare la propria divinità: di conseguenza scandalizza i Giudei impreparati e prevenuti, gradatamente persuade i discepoli, convince quanti sono disposti a credere in lui, cioè i miracolati stessi e gli astanti (questi non tutti). Impone al miracolato di non dire in giro quanto gli è successo. Il motivo si spiega facilmente: per il momento è meglio che creda l’interessato ovviamente e chi è stato presente; divulgare il fatto avrebbe provocato da una parte scetticismo, dall’altra sensazionalismo e turbamento dell’ordine pubblico.

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