Martedì 3 dicembre

Seguire Gesù significa poter vedere segni prodigiosi che anche re e profeti avrebbero voluto vedere, ma Gesù mi invita a guardare oltre l’apparente potenza dei segni, per scorgere la verità di chi Lui è!
Questa settimana, mentre il nostro piccolo di 4 anni si stava preparando per le nanne ha guardato il tappeto azzurro della stanza e mi ha chiesto: “ti ricordi quando mi distendevo qua e mi mettevi il pannolino?” E così poche settimane fa mi ha chiesto un olio con cui gli massaggiavo i piedini quando era più piccolo… piccoli gesti, quasi automatici, semplici ricordi di momenti di cura. Forse la gratitudine è l’atteggiamento dei piccoli che Gesù ricorda oggi, quella semplicità che sa riconoscere il gesto d’amore del Padre nella piccole cose e che permette di abbandonarsi tra le Sue braccia per sentirsi al sicuro.

Lc 10,21-24

Un commento

  1. Il concetto di giustizia ricorre più volte, anzi, si potrebbe dire che domina nelle prime due letture di oggi, ma è implicito anche nel vangelo. Esso è la base delle promesse e aspettative del Vecchio Testamento: il termine stesso, giustizia, è una delle parole che ricorrono di più Nel paganesimo stesso un filosofo del livello di Platone nell’affrontare il problema della giustizia si era accorto che esso non era semplice, ma richiedeva di muovere cielo e terra. Gesù va oltre: non solo promette ai poveri la giustizia, ma a loro, ai semplici assicura la rivelazione delle verità più profonde, quelle rivelate a lui dal Padre stesso.

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