Venerdì 29 novembre

Quando contempliamo la natura, la luce di Dio ci parla, possiamo intraprendere un dialogo con Lui e scoprire la mano di Dio nelle cose create e nelle circostanze della vita. Mi è accaduto mentre accompagnavo una persona all’ospedale e mi chiedevo che atteggiamento avere per stargli vicino in questa tappa dolorosa della sua vita. Lungo la strada c’erano filari autunnali giallo vivo di ginkgo biloba e un tramonto dai colori intensi e mentre esternavo la meraviglia di ciò che vedevo, pian piano sono riuscita a balbettare qualcosa che potesse essere di consolazione. Abbracciare la vita nella sua interezza, con tutte le contraddizioni, ci fa cogliere la dignità di ogni esperienza e ci rende portatori di speranza.

Lc 21,29-33

Un commento

  1. “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. Nessuno al mondo potè né potrà mai pronunciare una frase simile senza passare per pazzo. In effetti è una delle frasi con cui Gesù Cristo afferma la sua divinità e onnipotenza, la sua sovranità sul tempo e sull’ universo. L’avverarsi, di lí a qualche decennio, delle predizioni sul destino di Gerusalemme sarà il segno che anche si avvererà quanto Gesù ha preannunciato per la fine dei tempi e del mondo, cioè che “i cieli e la terra passeranno, ma le sue parole non passeranno”.

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