La scienza da sempre indaga i segreti della natura. Siamo arrivati ad avere profonde conoscenze in tutti i campi a cui abbiamo accesso diretto, per poi volgere l’attenzione a campi per noi difficilmente accessibili, come l’estremamente piccolo, l’estremamente lontano, l’estremamente veloce. La ragione ci ha permesso di spostare il limite sempre più in là. Eppure l’esistenza di Dio e del suo Regno sono ancora un mistero. La venuta del Figlio, il suo farsi pane, la sua resurrezione, sono avvenimenti che non possiamo interpretare con gli stessi strumenti con cui studiamo il mondo. Per conoscere Dio e farne esperienza dobbiamo mettere in gioco la nostra fede. Per comprendere il Regno di Dio dobbiamo scegliere l’umiltà e vivere nell’esercizio costante dell’amore e del perdono.
Ef 4,1-6; Lc 12,54-59
