Condivido il commento di Ravasi alla frase di oggi: “a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”: Bestemmiare lo Spirito «[…] è un peccato superiore a una semplice parolaccia o insulto contro la divinità. È un attacco radicale e consapevole alla realtà intima e profonda di Dio rappresentata dal suo Spirito. […] una sfida cosciente scagliata contro Dio. […] è il rifiuto consapevole della verità conosciuta come tale, è il rigetto cosciente della parola e dell’opera di Gesù. […] a costoro non è possibile concedere il perdono […] perché manca il presupposto fondamentale del pentimento e della confessione della colpa.»

Due frasi sono particolarmente significative nel Vangelo di oggi: “Chiunque avrà parlato contro il Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato”. Della prima affermazione Gesù ha dato concreta conferma lui stesso, fino al momento culminante del suo sacrificio sul Calvario (“Padre perdona loro…”).
La seconda affermazione appare estremamente severa, si da indurre a chiedere come si concilii con la misericordia di Dio. Ma non può essere perdonato chi non vuole essere perdonato! Mi sembra utile qui riportare i “Sei peccati contro lo Spirito Santo, riportati nel Catechismo: 1) Disperazione della salute (= salvezza), 2) Presunzione di salvarsi senza merito, 3) Impugnare la verità conosciuta, 4) Invidia della grazia altrui, 5) Ostinazione nei peccati, 6) Impenitenza finale.