Scribi e farisei si avvicinavano a Gesù per tendergli insidie, la loro relazione con Lui era inquinata da criteri di giudizio. L’appello: “Guai a voi” con cui si apre il vangelo odierno è l’invito del Maestro a stare attenti; il Signore ci esorta a non soffocare la Parola che apre nuove prospettive, a non perdere la chiave della conoscenza che il nostro rapporto con Lui custodisce funzionante.
Gesù mantiene aperta la nostra possibilità a lasciarci coinvolgere nel progetto d’amore del Padre: Egli desidera che diventiamo tutti figli nel Figlio e ce lo concede come dono se siamo disposti ad accoglierlo. Sant’Ignazio di Antiochia, di cui oggi facciamo memoria, si è considerato frumento di Cristo, macinato nel martirio, per formare un unico pane con Lui. Interceda anche per noi il dono della fedeltà alla Parola.

I versetti dell’Epistola di oggi, cioè il saluto iniziale e l’esordio della lettera agli Efesini, sono in realtà un pozzo senza fondo di verità della fede, enunciate con lo stile personalissimo, appassionato dell’Apostolo delle Genti.