Due sono le parole chiave di questo intervento di Gesù: giustizia e amore di Dio. A queste bisogna dare priorità, in ogni atteggiamento e comportamento che voglia essere religioso. Se non riesco a vivere giustizia e amore nelle relazioni, qualcosa dentro di me muore e marcisce e tutto quello che è esteriore diventa tomba. Se ci pensiamo bene è il rischio nascosto in tutte le relazioni, affettive e non, di tutti noi: il rischio dell’abitudine, dell’omologazione, della ritualità. Dall’incontro personale che possiamo avere o aver avuto con il Signore , il rischio è di degenerare in un sottile e devotissimo fanatismo che ci fa vedere il nostro modo di vivere la fede, la nostra sensibilità, come il modo di vivere il cristianesimo. Nella salvezza portata da Gesù tutto l’apparato di norme, riti, racconti, morale, ecc. diventa strumento che porta a diventare più umani, più fratelli e sorelle., Questo “guai!” allora più che una minaccia è una esclamazione di amarezza e un modo per dire “sveglia!”. Vivi nella relazione e accetta di essere imperfetto e mancante !
