Il Vangelo di oggi ci richiama ad un’azione che a volte compiamo con superficialità: ascoltare.
Il nostro ascolto dipende dalla capacità di aprirci ad una realtà più ampia del nostro piccolo orizzonte fisico, una realtà nascosta o non ancora conosciuta. Un ascolto attento senza pregiudizi, scevro da contaminazioni o supponenza di sapere già cosa ci verrà detto da chi ci parla.
È così anche per la Parola. Solo se sapremo attivare un ascolto integrale, costante e profondo della Parola riusciremo a scorgere la sua luce e soprattutto riusciremo a diventare lampadario per gli altri, operando affinché la compassione e la tenerezza del Vangelo emergano dalle nostre scelte.
Lc. 8,16-18
