“Sulla tua parola”: l’abbiamo sicuramente detto a qualche amico, a qualche persona affidabile; noi siamo disposti a fidarci delle persone che ci hanno dimostrato che non vengono meno a quanto promesso. Anche la folla attorno a Gesù presso il lago di Gennèsaret si fida della sua parola: ha sperimentato che il Maestro realizza quanto ha promesso se ci si accosta a Lui nella libertà di lasciarlo agire. Pietro mette in luce il suo timore legato alla sua esperienza di pescatore, ma poi si fida; e la sua pesca è fruttuosa in modo sovrabbondante. Il Signore compie la sua parola ma rovescia i nostri criteri; e rende sapienti coloro che noi consideriamo insipienti per rispondere al Suo progetto d’Amore. O Signore, aiutaci a tenere il nostro sguardo su Cristo crocifisso perché la sapienza della croce è quanto Tu ci chiedi di vivere.
1Cor 3,18-23; Lc 5,1-11

“Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere”. Questi due versetti del Salmo 32 (o 33) di oggi chiariscono, da più secoli avanti Cristo, questioni ancora attualmente problematiche per molti: “Dio si interessa di tutti i mortali, ne osserva il comportamento e ne tiene conto? Sarà poi vero che ha creato ciascun uomo con un atto specifico di volontà, e di ciascuno conosce opere e intenzioni?” L’ignoto autore ispirato risponde sí in toto. Del resto: un Dio che ha creato e tiene insieme un universo in cui le distanze si misurano in migliaia di anni-luce e gli oggetti celesti si contano pure a miliardi, non sarà in grado di seguire qualche miliarduzzo di esseri umani da lui creati, dotati però di volontà e libertà e quindi da lui amabili ma anche giudicabili?