Mercoledì 28 agosto

Come spesso accade nei Vangeli, le parole di Gesù sono rivolte anche a me. Vuole mettermi all’erta rispetto a quello che Silvano Fausti chiama “quel male sottile che si maschera di osservanza”: è quella supponenza religiosa che si basa su conoscenze e studi che mi fa salire su un piedistallo, che diventa violenza allo stato puro, ma così sacrale, così ben giustificata che non mi accorgo neppure sia violenza, anzi mi appare rispetto zelante della legge …. Ogni osservanza della legge si traduce in ipocrisia e in violenza se non è dettata dall’amore! Ed è contro questa ipocrisia che il Vangelo si rivolge a tutti noi.

 Mt 23, 27-32

2 commenti

  1. In diverse civiltà antiche, e non solo, la condizione di uomo libero si identifica con la possibilità di non lavorare. L’ Ebraismo è in questo senso un’eccezione: il lavoro è un dovere addirittura anteriore al peccato originale: Adamo riceve in custodia il giardino di Eden con l’incarico di lavorarlo. Il Salmo di oggi esalta chi si guadagna da vivere con le sue mani. Non meraviglia quindi che l’espressione “chi non vuole lavorare, neppure mangi” si trovi presso due Ebrei illustri: s. Paolo e Carlo Marx.

  2. Parlare di violenza mi sembra eccessivo, ma rispetto zelante della Legge si. Condivido , il vero fondamento del Vangelo è metterci il cuore.

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