Questa Parola oggi ci interroga sul nostro modo di giudicare chi ha commesso una qualche colpa verso di noi. Abbiamo la brutta abitudine di catalogare le persone, basandoci sulle nostre sensazioni o su qualche dato di fatto. Gesù ci offre una prospettiva completamente diversa: nessun pettegolezzo, nessuna condanna, cercare di aiutare a comprendere lo sbaglio. Ogni fratello o sorella è qualcuno da guardare con misericordia, con lo stesso sguardo di Dio. E chi non vuole capire il suo sbaglio? Trattarlo come Gesù trattava i pagani e i pubblicani, cioè trattarli come coloro che avevano ancora più bisogno della Parola di Dio e non come gente da disprezzare. Come coloro per cui pregare maggiormente, anche se magari ci hanno ferito. Perché farlo? Certe relazioni ferite non sono semplici e non ci sono ricette. A volte la preghiera diventa l’unica strada per avere dal Signore la sapienza per poterle vivere nel migliore dei modi. Gesù ci insegna la forza e il valore della preghiera, come singoli e come comunità, cioè come Chiesa.
