Molto suggestivo il racconto di Ezechiele nella prima lettura. Il Signore invita il Profeta a mangiare il rotolo della Parola, a masticarlo, per nutrirsi e assimilare la Parola. Diventiamo ciò di cui ci nutriamo. E’ un’immagine che associo volentieri all’Eucaristia. Dopo questo Ezechiele, ma anche noi, siamo pronti per l’annuncio. Gesù nel Vangelo ci offre dei parametri per poter entrare nel Regno di Dio. A Nicodemo dice che deve rinascere, nel brano di oggi ci invita a diventare come i bambini. Consigli che contraddicono le nostre ambizioni, il nostro bisogno di affermazione, di emergere perché le caratteristiche dei bambini sono la semplicità, la curiosità e sapersi affidare. Ammonisce, infine, guai a emarginarli.
Ez.2 Mt.18

L’invito che il Signore rivolge al Profeta di mangiare il rotolo della Scrittura mi richiama quello che madri o padri contadini bergamaschi gridavano ai figli alunni delle elementari (la scuola a quei tempi nelle campagne si fermava lí): “Maia chi leber!”, mangia quei libri!, cioè: “Applicati, studia con impegno!”.