Domenica 11 agosto

Mi resterà sempre nel cuore il film Viaggio in Inghilterra, che racconta un tratto importante della vita di Lewis, teologo e scrittore (tra gli altri “Le Cronache di Narnia”) e riprende il suo “Diario di un dolore”. Una trama intensa di sentimenti, inquietudini e conversioni intime, che termina con lo stesso Lewis, non più Teologo granitico nelle sue convinzioni bensì uomo plasmato dalle proprie esperienze, che si chiede: “Perché amare se perdersi fa così male?
Io non ho più risposte, solo la vita che ho vissuto”. 
Per fortuna amare non è solo soffrire, anzi, ma ogni amore porta in sé un lato di sofferenza e fatica. E quando carichiamo un amore umano di tutto il nostro bisogno di senso e di felicità, rischiamo sempre di restarne in parte feriti. 
Gesù non ci chiede di non amare, anzi! L’amore Agape come l’amore Eros sono amori che ci completano, ci danno respiro, ci permettono di fare emergere quel lato della nostra bellezza che solo l’amore sa mettere in luce. Non ci chiede di non amare ma di nutrire l’amore al Suo Amore che è gratuità ed eterna fonte di rinascita per noi. 
Le letture di oggi sono l’emblema di questo bisogno di essere nutriti da questo Amore che non ha fine, mai!
Elia, nella prima lettura, stremato ed esasperato da un popolo che non vuole ascoltare la voce innamorata di Dio, si ritira deciso di farla finita. Ma arriva l’angelo del Dio Amore che lo nutre, gli dà forza, quella di una nuova, ennesima motivazione a non smettere di amare anche un popolo ribelle e sordo.
Lo stesso ci viene detto dal Vangelo di oggi, dove Gesù è rimasto ormai solo contro tutti ma non scende a compromesso, e chiede di non fermarsi al pane di farina e lievito che a nient’altro serve che a saziare la pancia, ma di cercare il Pane d’Amore che è la relazione con Lui. La casa che tanto abbiamo voluto, costruito e arredato di sacrifici, la macchina che paghiamo a rate, i vestiti e tutto ciò che ci serve per vivere, non sono altro che funzionali alla nostra esistenza. Ciò che ci dà senso, carica e luce è lasciarci abitare da Lui che si fa Pane per noi, per ridonarci fiducia, entusiasmo, stima, speranza. Quante volte invece confondiamo le cose e riversiamo sui beni terreni il nostro bisogno di esistere per qualcosa. Anche l’amore per tua moglie, tuo marito, i tuoi figli, fratelli o sorelle, amici.. qualsiasi amore ha bisogno di essere nutrito dall’Amore, per essere libero e gratuito. Altrimenti rischiamo di pretendere dal prossimo ciò che lui, nella sua fragilità, nella sua sacrosanta libertà e nella sua umanità non ci può dare. Nessuno sarà mai il completamento totale della nostra esistenza e nessuno potrà mai riempire la nostra vita da solo. Nutriti dell’infinito Amore di Dio andremo liberi e liberati verso l’altro, per amarlo così come egli è e non come lo vorremmo noi! 
È la base che ci aiuta a capire la seconda lettura di San Paolo. Non è moralismo quello che viene chiesto, ma stile di chi, abitato di Amore, sa amare oltre ogni confine e ostacolo e sa amare non secondo la mentalità contemporanea ma secondo una legge universale che scairisce dall’esperienza dal sentirsi amati, sempre e comunque. 
In queste tre settimane di immersione quasi totale con gli adolescenti, ho rivisto nei loro occhi il desiderio e la fatica di un sogno d’amore che solo loro hanno come l’avevamo noi alla loro età, e ho raccolto condivisioni di speranze e un bisogno immenso di vedere adulti che gli aiutino a credere nell’amore. Ne hanno tanti e fan venire le lacrime agli occhi alcuni racconti su mamme, papà, zii o conoscenti che seminano, a volte inconsapevolmente, la fiducia in un sentimento che non è mai scontato, ma sa dare gusto e colore alla vita. Sono convinto, e le letture di oggi lo confermano, che la nostra Fede sia un laboratorio continuo di questo amore felicemente imperfetto e variopinto che, in un tempo di pubblicizzata violenza e profonda incertezza, ha bisogno di trovare testimoni convinti. Non è un dovere ma un atto naturale che vibra in noi, anche se a volte soffocato da paure e restrizioni. Nutrirsi al Pane di Vita, come ci chiede Gesù oggi, è la più grande fonte che abbiamo per restare collegati a questo bisogno profondo e universale, e la più grande medicina di fronte a quelle esperienze che, come per Lewis, mandano in crisi il nostro cuore quando è malato. 
Ogni domenica, anzi, ogni giorno Gesù si offre a noi come medicina e fonte di libertà.. perché non accoglierlo?

1Re 19,4-8   Sal 33   Ef 4,30-5,2   Gv 6,41-51

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