Gesù incontra una donna Cananea, una straniera, una pagana … ma pur sempre una donna, un essere umano che invoca la salvezza per la vita della figlia. Gesù risponde inizialmente con una freddezza inaspettata, ma la forza di volontà, il coraggio e l’umiltà di quell’invocazione toccano Gesù stesso. Questa preghiera disperata dal cuore della Cananea la sento proprio come una preghiera per la vita, per la fatica di vivere: è una preghiera che nasce nel profondo di ogni uomo, quando ricerca un senso in tutte le sue paure e i suoi desideri, quando si sente una nullità di fronte alla immensità e alla precarietà dell’esistenza. Gesù non può rimanere indifferente a questa profonda umanità: “la vita è troppo grande per essere racchiusa da qualsivoglia religione, o da qualsivoglia filosofia o teoria scientifica” (Vito Mancuso). Per cui, l’incontro di Gesù con questa donna apre le porte del Regno ad ogni essere umano: è un evento trasformante sia per la donna che per Gesù stesso … e per tutta la storia dell’umanità!
(Mt 15, 21-28)

Condivido il pensiero che l’ incontro di Gesù con la cananea, è un momento trasformante sia per lui che per la donna che chiede aiuto, che segna un punto fondamentale per noi cristiani, Dio è per tutti .
“La vita è troppo grande per essere racchiusa da qualsivoglia religione…” Devo dire di non conoscere molto di Vito Mancuso e delle sue opere, ma quel poco che so mi convince poco. Che la religione cristiana racchiuda la vita invece di aprirla non mi sembra compatibile con quanto dice Gesù: “Io sono … la vita”. S. Paolo, s. Agostino, ma tutti i veri cristiani con l’aderire a Cristo hanno ristretto o allargato la loro vita?