Sabato 27 luglio

La zizzania c’è, il male c’è, il nemico c’è … e lavora… Ma il grano cresce, la terra, il sole, l’acqua, l’aria lo nutrono, e diventerà spiga matura. Non bisogna rischiare di buttarlo con l’erba cattiva, occorre fiducia nel progetto che il piccolo seme ha dentro di sé e che lo farà diventare farina, pane, dolce della festa. La parabola sembra dirmi: non farti giudice, tu non conosci il seme come lo conosco io. Tu osserva fiducioso, accogli, cura, fai del tuo meglio per far crescere il mio seme. Questo è il tuo compito, il resto non spetta a te.

Mt 13,24-30

2 commenti

  1. La parabola detta correntemente “della zizzannia” è non solo notissima, ma è importante perché è una di quelle riprese e spiegate da Gesù stesso. Egli infatti, tornato a casa, richiesto dai discepoli, la ripercorre chiarendo il significato di ogni frase. Tutto questo si trova nello stesso capitolo 13, vv. 36-43, ed è così chiaro da non aver bisogno di ulteriori commenti.

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