Il seminatore semina dovunque e la nostra attenzione va a dove cadono i semi: la strada, tra i sassi, tra i rovi, dove, anche se i semi germogliano, hanno vita breve. I semi possono giungere a produrre frutto solo nel terreno buono, e anche in esso in misura diversa. Se il seme è la parola, non possiamo non chiederci quale terreno le offriamo, sapendo bene che sarà una volta l’uno, una volta l’altro, secondo le circostanze che viviamo dentro di noi e fuori di noi. Mi piacerebbe offrire sempre un terreno buono, ma come fare? Il terreno buono è quello che si è lasciato rivoltare, concimare, asportare tutti i detriti e mettere a riposo, quasi dimenticato.
Mt13,18-23
