Nel Vangelo di oggi Gesù tuona in maniera forte il suo dissenso nei confronti degli abitanti di quelle città che hanno visto le sue opere e ascoltato le sue parole e non si sono convertite. Ma quelle città siamo noi quando siamo costantemente arrabbiati con il “mondo” da non accorgerci di quante belle cose sono accadute alla nostra vita. Spesso le cose che viviamo quotidianamente trovano solo la nostra indifferenza ma con questo rimprovero Gesù ci scuote per spronarci al cambiamento quotidiano e a scegliere sempre l’essenziale nel nostro vivere e a lasciarci alle spalle il carico di “sciocchezze” che ha come unico risultato solo quello di appesantire il nostro cammino.
Mt 11,20-24

Dopo che sia lui stesso sia i discepoli (mandati due a due) hanno svolto una parte della loro missione, Gesù ne constata l’insoddisfacente bilancio, e preannuncia severi castighi alle città che non hanno recepito il suo insegnamento, pur supportato da numerosi miracoli. La minaccia – e profezia – la risentiremo molte volte nel Vangelo: saranno trattati più severamente dei pagani.
Oggi la cosa si verifica su scala planetaria. I popoli dell’occidente ex-cristiano hanno in gran parte perduto la Fede, Stati hanno messo nelle loro istituzioni norme in aperto contrasto con le leggi di Dio: è ben plausibile che per loro valga quanto Gesù minacciò per Betsaida, Cafarnao (la città dove egli aveva fissato la sua residenza!), ecc., mentre a popoli ancora non cristiani sarà riservato un trattamento migliore.
Perché da un paio di giorni non riesco a vedere quali sono la prima lettura e il salmo, ma solo il Vangelo?