Immagino l’emozione e l’entusiasmo dei discepoli nell’essere scelti e chiamati per nome, intercettati nel proprio percorso di vita e mandati a fare qualcosa di grande e di nuovo.
Ma immagino anche la paura e la fatica di lasciare le proprie sicurezze e di partire, di accettare una responsabilità ed un compito così importanti, la paura di non essere all’altezza, di sbagliare.
Credo che tutto questo conviva in ciascuno di noi e che solo sentendoci guardati e scelti dal Signore possiamo ogni giorno fare tante piccole scelte che contribuiscono a costruire qualcosa di grande e di giusto.

L’Evangelista comincia il suo decimo capitolo con l’elenco degli Apostoli, aggiungendo al proprio nome la precisazione “l’agente delle tasse”. Questa manca neli altri due sinottici, mentre comuni a tutti e tre sono le altre due precisazioni, quella per Simone “lo Zelota” e per Giuda “quello che poi tradì Gesù”.
Subito dopo il Maestro conferisce loro la prima missione, che si limita a Israele, escludendo per ora gli stranieri e gli stessi Samaritani, che propriamente stranieri non erano ma piuttosto eretici. Il compito di evangelizzare i “gentili” verrà dato più tardi, dopo la risurrezione, sì che venga intrapreso dopo la discesa del Spirito nella Pentecoste.