Non mi è difficile immaginare la paura e l’angoscia dei discepoli alle prese con una tempesta di notte su una barca che affonda. Il pensiero va ai tanti cristiani di Gaza, della Siria, dello Yemen, dell’ Africa dove tutto gli crolla addosso. Provo ad interpretare i loro pensieri: ma siamo sicuri che il Signore è presente nella nostra barca e, se c’è, perché continua a dormire? C’è tutta la Chiesa che lo invoca, lo supplica ma niente! Conosciamo però la sua Parola:”sarò con voi sempre fino alla fine” e ancora ” neppure un capello andrà perduto” e allora cosa ci resta da fare? Fidarci, anche quando non capiamo, quando tutto sembra irrimediabile. ” Non vete ancora fede? ” ci dice, ed allora stare con Lui, sentirlo vicino, accoglierlo nell’ Eucaristica è la possibilità che abbiamo per vivere con speranza quello che la vita ci riserva.
Mt. 8, 23-27
