Lunedì 24 giugno

La prima cosa che ho “sentito” leggendo la prima lettura, è stata la forza dirompente che sta in una vita, anche piccolissima come quella di un bimbo; nei tratti di Isaia è come se la nascita avesse la forza di un vulgano in esplosione: la forza di chi è chiamato alla vita! il primo filo della nostra relazione con Dio parte da qui; Giovanni nasce atteso da molti che credevano la cosa impossibile, e da quello che si intuisce dalle parole di Luca, c’è già una piccola comunità di un villaggio di montagna che si è riunita attorno alla culla, forse come si faceva per tutti i bambini di un paesino. Elisabetta in questa cultura (piccolo paese di 2000 anni fa, paese di montagna) con forza ribadisce il nome di Giovanni, da’ continuità al pensiero di Dio, restituisce il futuro promesso e che una tradizione o una maggior fragilità personale della mamma avrebbe potuto interrompere. E tutto continua come Dio aveva pensato.
Tutte le nostre scelte sono importanti, anche se noi ci sentiamo piccoli e che pensiamo che al mondo non interessino i nostri si e no, per Dio è tutto importante… specialmente se piccolo…

Natività di Giovanni

Un commento

  1. E’ davvero stupefacente come avvenimenti che hanno cambiato – nel modo più radicale e innegabile – la storia del mondo siano stati in sé piccoli e abbiano avuto come “teatri” luoghi altrettanto piccoli per non dire insignificanti: non Atene, non Roma, ma Nazareth, Betlemme, e nel caso di oggi un paesino di cui non si conosce neppure il nome. Anche qui, come avverrà sei mesi più tardi, la nascita di un bambino: figlio, è vero, di un sacerdote anziano, ma persona che certamente non può essere annoverata tra i grandi della storia.
    E’ anche significativo il fatto che di Giovanni il Battista si festeggi sì la data della morte da martire, ma assai più la data della nascita. La cosa è stata spiegata con la coincidenza assai ben approssimata con il solstizio d’estate, il giorno di sole più lungo e perciò significativo nelle religioni naturali dei più diversi popoli: la nuova religione cristiana avrebbe còlto questa “opportunità” sovrapponendovi la festa della nascita del Precursore; inoltre porre la nascita il 24 giugno si accordava bene con i sei mesi di gravidanza di Elisabetta menzionati dall’Angelo nell’Annunciazione. Non so se questi due motivi siano sufficienti a spiegare la scelta, assai antica, del 24 giugno. Rimarrebbe comunque in sospeso la prima parte del problema: perché nel caso del Battista si è dato maggiore rilievo alla nascita piuttosto che alla morte da martire, ricordata, se non sbaglio, in un giorno di settembre? Se qualcuno può rispondere a questa mia lacuna…

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