«Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare».
Ecco, trovarsi davanti ad una bimba, ad un bimbo…chinarsi al livello del suo sguardo, intercettare con dolcezza i suoi occhi, commuoversi davanti al suo viso tondo, tenero e immedesimarsi nel suo bisogno; nutrirlo per creare vincoli d’amore, indissolubili ma non obbliganti. E poi trovarsi ad essere talmente attratto da quella piccola creatura da prenderla in braccio per avvicinarla al proprio viso per sentirne la sua guancia morbida, affondarci il naso per respirarne il profumo che non ce n’è di uguali…
Questo siamo: piccole ed inconsapevoli creature nelle intenzioni d’amore di Chi ci ha pensato e voluti da sempre.
Os 11,1.3-4.8c-9
