Domenica 2 giugno – Corpus Domini

Pane spezzato e Calice condiviso!
La solennità di oggi, il Corpus Domini, ci riporta il grande dono dell’Eucaristia che Gesù ha istituito durante l’ultima cena. L’ha fatto nel clima di quella sera, l’ha fatto con i dodici, l’ha fatto spezzando il pane e offrendo il calice del vino. Il Suo Corpo e il Suo Sangue sono frutto della condivisione, del fare spazio, del condividere con l’altro. È lo stile di una vita intera di Gesù tra la gente ed è lo stile che lo porta, la stessa sera durante la stessa cena, ha lavare i piedi dei discepoli come esempio di servizio e dedizione al prossimo.
C’è una grande tentazione che sta dilagando nuovamente ed è quella di considerare l’Eucaristia una devozione intimistica e fine a sé stessa. Il rischio è quello di ingabbiarla dentro una teca dorata, annientando completamente il grande messaggio d’Amore che essa vuole esprimere per ogni uomo e ogni donna di questa umanità. L’Eucaristia è espressione di apertura all’altro, espressione di Misericordia, espressione di comunione che Lui vuole instaurare con ognuno di noi. Quando l’Eucaristia diventa baluardo di identità “contro” qualcuno o qualcosa, perde il significato che Gesù stesso ci ha comunicato nell’ultima cena. Essere Comunità Eucaristiche significa ripartire da quel Pane Spezzato e da quel Vino Condiviso (bello quando si può fare la comunione sotto le due specie) per scendere nelle strade e diventarne espressione concreta, soprattutto in quelle sacche di disamore che ogni tempo, quando più e quando meno, sa generare. Stare con le ginocchia piegate davanti all’Eucaristia dovrebbe renderci innamorati e appassionati del Bene Comune, dovrebbe fare scaturire strategie di incontro, dovrebbe riappacificarci il cuore. Se stare in adorazione genera paura verso le sfide di questo tempo, distacco dall’umanità di oggi e indifferenza verso le problematiche del prossimo, allora c’è qualcosa di distorto nella spiritualità che ci siamo costruiti!
Sono convinto che il periodo storico che stiamo attraversando ci offre molteplici spunti per rendere viva l’Eucaristia tra noi. Fare spazio a Gesù mi rende capace di testimonianze concrete e incisive. Lui incontrava chiunque, senza etichette e senza paure, e dall’incontro scaturiva nuova vita. L’Eucaristia ci può aiutare a riscoprire, anche semplicemente, la gioia e la forza che questo stile genera in noi. Preghiamo molto per la pace e ci sconvolgiamo di fronte al male di cui l’uomo è capace. Ma essere Abitati da Lui e poterlo pregare nell’intimità del nostro cuore, serve proprio a cercare di essere noi i motori di nuove soluzioni e nuovi stili di vita che sappiano fare da contraltare all’insensibilità che tanto ci infastidisce. Il dono di Sé Stesso Gesù l’ha fatto per renderci protagonisti e non spettatori, per esserne fermento, sale e luce del mondo.. di questo mondo! Credo che oggi, tempo in cui la mentalità dilagante è quella individualista, dove la vita dei social serve più ad esaltare sé stessi che ad aprirci agli altri, celebrare Gesù Eucaristia significa ricordare che l’io riceve forza quando diventa condivisione in un Noi più grande e significativo. Adorare Gesù Eucaristia e riceverlo con la disponibilità di chi ha fame e sete di un “Più”, ci può rendere fermento di novità lì dove le esperienze della vita e alcune letture superficiali della società spengono ogni desiderio e anelito di speranza.
Certo, in questa solennità non si può non considerare come l’adesione alle nostre messe sia diminuita drasticamente. Però anche questo dato ci interpella non come motivo di smarrimento ma come inizio di un modo diverso di vivere e mettere a frutto la nostra Comunione con Lui. Innanzitutto riscoprendo la forza della Comunità come luogo di condivisione di strategie di incontro e di vicinanza; poi condividendo la nostra esperienza di incontro con Gesù per arricchirci della Sua presenza e Grazia. Non è tempo di testimoni timidi questo e non è tempo neppure di adesioni superficiali. È il tempo dove “accogliere Gesù” si traduce nell’accogliere l’appello urlato da tanti uomini e donne che cercano punti di riferimento capaci di esprimere nella verità e nell’autenticità l’Amore e la dedizione di un Dio che non ci vuole lasciare soli, mai!
Il cammino di ogni comunità cristiana interpella il cammino personale di ogni battezzato abitato da Lui. Il Signore Gesù che si è fatto dono, ci aiuti a rendere le nostre storie un dono di speranza per coloro che più ne hanno bisogno. E quel Pane spezzato che si offre alla nostra vita, trovi in noi la fame di chi vuole rendere il proprio passaggio in questo mondo una luce di speranza e salvezza.

Es 24,3-8   Sal 115   Eb 9,11-15   Mc 14,12-16.22-26

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