Giovedì 16 maggio

Divisi tra sadducèi e farisei, bianchi e neri, in partiti, in fazioni e ancora in lotta, e mentre noi rimaniamo dentro ai recinti della nostra buona fede, c’è un Dio che prega per noi e con noi, al di là del tempo e dello spazio; in maniera incomprensibile per la nostra mente, perché un amore del genere è difficile da immaginare.
Mi commuovo Signore di fronte alle tue parole e ne vengo sopraffatto.

At 22, 30
Gv 17,20-26

Un commento

  1. Questi versetti sono gli ultimi pronunciati da Gesù prima di essere arrestato. La loro profondità teologica è immensa e si accompagna a una complessità e a una difficoltà interpretative notevoli. Si possono comunque estrarre, mi sembra, tre punti essenziali. Intanto qui Gesù prega il padre non solo per i discepoli – cosa che aveva già fatto – ma anche per i futuri credenti, fino a noi e dopo ancora. Insiste poi sulla necessità della loro, e nostra, unità, della quale ancor oggi sentiamo, spesso acutamente, la mancanza o l’insufficienza. Infine, ed è i punto più difficile ma anche più sublime – chiede che l’unità dei credenti con Lui sia la stessa che vige tra Lui e il Padre, arrivando a dire che l’amore che Lui ha avuto per loro è lo stesso con cui il Padre ha amato Lui!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *