Il Dio dell’Antico Testamento non si poteva vedere: era nel roveto ardente, altre volte nel soffio di una brezza leggera. Non era possibile vedere il Suo volto. Filippo chiede a Gesù di poter vedere Dio e Gesù gli risponde che per vedere il Padre doveva guardare Lui, il Figlio, ascoltare le sue parole e osservare le sue opere. Gesù chiede ai suoi discepoli di ogni tempo di entrare in Lui, nel Suo amore che è l’amore di Dio stesso, e lasciarsi pervadere. E come Lui, Gesù, è ponte tra Dio e gli uomini, farci noi ponti tra Lui, il Salvatore, e il mondo. Con umiltà e responsabilità.
Gv 14,7-14

Le tre letture di oggi contengono elementi fondamentali della fede: la destinazione della salvezza a tutti i popoli nella prima lettura, il trionfo di Dio nel suo regno universale nel Salmo 97, l’identità di sostanza divina tra Padre e Figlio nel passo evangelico di s. Giovanni.
Considero un paio di punti della terza lettura. L’apostolo Filippo (del quale mi onoro di portare il nome) chiede a Gesù di mostrargli il Padre. Gesù rispondendo che chi vede Lui vede anche il Padre precisa, come dicevo, che entrambi hanno in comune la stessa sostanza divina (Figlio consostanziale al Padre). Di conseguenza le parole che Gesù dice le dice il Padre, che sta in lui, e le opere che Lui compie le compie il Padre stesso. E poi: “Qualunque cosa domanderete al Padre in nome mio, la farò”. È al Padre che bisogna domandare, in nome del Figlio. È quello che la Chiesa fa da sempre in tutti i suoi riti, a cominciare dal sacrificio della Messa: a parte qualche invocazione come “Christe eleison” e qualche cosa nel Gloria, tutte le preghiere sono rivolte al Padre, pur concludendo con “per nostro signore Gesù Cristo ecc.” È naturale: in ogni religione si invoca la Divinità, non la vittima, grazie alla quale si spera nel favore (un aiuto, il perdono, ecc.) della prima. E qui la vittima è il Figlio, sí la seconda perdona della Trinità, ma Figlio di Dio fatto uomo. Da Lui la redenzione e la salvezza dell’umanità, a gloria del Padre, che vede realizzato il suo disegno d’amore.