Questo vangelo è ricco di suggestioni e immagini e forse anche per questo è molto conosciuto. Di tutto quello che penso, leggendolo, non mi rimane molto… invece dal cuore e dalle mani emergono molti sentimenti che mi raccontano la dolcezza concreta del Pastore. Perchè le pecore conoscono la sua voce?
Perche Lui gli parla, conosce il loro carattere, gli dà da mangiare, le sposta da un pascolo all’altro quando riconosce le erbe più buone. Sa come stanno le loro zampe (le nostre parti più scontate ma anche meno visibili); sa quanto si può ancora camminare o quando è il momento di riposare.
Il Pastore sa perché condivide la vita con le pecore. Le pecore lo riconoscono come colui che provvede loro sempre.
Sono 10 versetti ma c’è tanta tenerezza in questo reciproco affidarsi, in questo linguaggio comune costruito e coltivato nel parlare insieme, mangiare, nel reciproco starsi attenti e nello stare insieme… chiedo a Dio l’attenzione e la gratitudine per questa miriade di piccoli amabili gesti… da accogliere e dare.
