Se penso a qualcuno che mi ha cambiato la vita nella fase di crescita, ripenso e rivedo i volti delle persone che hanno riconosciuto e valorizzato le mie potenzialità. Non mi hanno aiutato coloro che mi hanno fatto sentire inadeguato, sottolineando sempre dove mancavo o dove non ero all’altezza. Mi hanno aiutato coloro che mi hanno amato, seppur con le mie debolezze, e mi hanno aiutato a fare altrettanto con me stesso, stimolandomi a mettere in gioco le mie capacità e i miei carismi. Da educatore so quanto sia difficile questo approccio e, nonostante ne abbia tratto beneficio da ragazzo, non sempre oggi riesco ad attuarlo verso i giovani o le persone che mi sono affidate nella cura pastorale. Eppure quanto è prezioso e unico, come metodo educativo, l’Amore incondizionato!
Con la parabola del Buon Pastore Gesù non ci racconta altro se non questo: Lui è il Dio che ama fino a dare la vita, ama senza paura, ama e basta, sempre e comunque. Non lo capiremo mai noi uomini e donne contaminati dalla logica del dare-avere anche nell’amore. Non lo capiremo mai e sentiremo sempre che i sensi di colpa, le fragilità mai accolte, il senso di inadeguatezza di fronte ad alcuni aspetti della vita, ci allontanano da Lui e ci fanno sentire “sbagliati”. Se poi consideriamo che anche la chiesa si mette a complicare le cose con il giochino morale del “sei dentro” o “sei fuori”, allora la fatica è ancora più grande. Eppure Gesù nel vangelo lo dice con forza e con una immagine all’epoca molto incisiva: io sono Pastore Buono, senza paura, che vuole solo amare e tenere unito il gregge perché nello stare uniti c’è forza, c’è gioia, c’è strategia di amore.
Tanto più leggiamo il Vangelo con gli occhi dell’Amore infinito di Dio per noi, tanto più saremo predicatori e testimoni instancabili di questo; tanto più lasceremo che questa verità ci trapassi e si incida nel nostro cuore, tanto più ne resteremo felicemente marchiati, come Pietro che, proprio perché ha sperimentato questo Amore-Misericordia sulla sua Vita, non può che diventarne un predicatore instancabile. Come lui, anche tutti i discepoli e così pure il convertito Paolo.
In un’epoca dove nei social, attraverso gli influencer, l’amore è presentato come un gioco di convenienza o addirittura è svilito a un misero “stare insieme per non stare soli”, l’annuncio di Gesù è rivoluzionario e controcorrente. Esso fa leva sulla nostra natura umana assetata di relazioni profonde e vere, e se ci mettiamo in ascolto di ciò che davvero desideriamo, sentiamo che questo annuncio vibra in noi vivo e ardente.
Oggi è anche il giorno di preghiera per le Vocazioni: non c’è vocazione che non nasca dall’aver incontrato l’Amore vero. Nel Matrimonio, nella donazione di sé in relazioni di servizio al prossimo, nella consacrazione della propria vita per la Chiesa, l’unico vero profondo motivo che può farci crescere in pienezza e ci può tenere saldi, è proprio questo flusso di Amore ricevuto e donato, gratuitamente e liberamente. Pregare per i giovani, per le giovani coppie, per le famiglie, per coloro che sono in cammino di consacrazione e sono già consacrati, significa pregare affinché i cuori restino pulsanti e vivi, lontani dagli avvilimenti per le sconfitte che la vita a volte presenta e capaci di ricorrere sempre e solo alla bellezza e alla Grazia della Sua Misericordia!
At 4,8-12 Sal 117 1Gv 3,1-2 Gv 10,11-18
