È lo Spirito che ci rende testimoni, dell’incontro con il Risorto e di quanto Dio opera nella nostra vita. Ma prima è necessario che viviamo l’esperienza di un passaggio, quello della morte alle nostre aspettative umane per entrare, anche solo un pò, nei desideri di Dio. Gesù ci ha avvicinati al cuore del Padre, ci ha mostrato che la fedeltà al Suo amore vale più della vita e Dio, in Lui, ha potuto confermare il Sì all’umanità che aveva pronunciato fin dalla creazione.
La nostra storia quotidiana mette in evidenza come l’uomo scelga molto spesso la lotta piuttosto che il dialogo, l’imposizione invece che la condivisione. Gesù risorto ci mostra che il cammino di comunione percorre altre vie, che inizialmente sembrano sconfitte. Ma lo Spirito Santo e noi siamo testimoni che chi crede non morirà in eterno.
At 5,27-33; Gv 3,31-36

Nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli l’Autore mette in evidenza quanto sia esplicita, assidua, efficace l’assistenza dello Spirito Santo alla Chiesa nascente. Gli Apostoli appaiono pienamente consapevoli di come si sia realizzata la promessa fatta da Gesù prima della passione e manifestatasi nella Pentecoste: al punto che “osano” accostare la loro autorità a quella dello Spirito. Questo divino ancoraggio permarrà nei secoli con l’assistenza costante dello stesso Spirito a favore della Chiesa, che nei momenti culminanti del suo magistero si esprime come fecero gli Apostoli in quei primi memorabili momenti: ” Con l’autorità dello Spirito Santo e Nostra decretiamo, definiamo ecc.”.