Il Signore invita il popolo all’ascolto della sua voce con uno scopo: “perché siate felici”.
Sembra non ci sia niente da fare, il popolo è duro di orecchie e fa scelte diverse, di sopraffazione, di autolesionismo nonostante le evidenze negative.
Anche Gesù si trova nel mezzo di una disputa, nonostante siano evidenti le guarigioni che compie: agisce per Beelzebùl o per il cielo?
Quanta fatica fa da sempre l’umanità a riconoscere quel dito di Dio!
Se pensiamo alla crisi climatica e alla cura del Creato, quanti segnali abbiamo ignorato in questi decenni sulla grave sofferenza della natura, nonostante le evidenze. Come ammonisce il Papa: “Anche all’interno della Chiesa cattolica ci sono opinioni sprezzanti e irragionevoli” (LD 14).
Convenienze e interessi ci portano a “girarci dall’altra parte”: ma è tempo di sviluppare una coscienza comunitaria sulla cura del Creato.
Ger 7,23-28; Lc 11,14-23
