“Amate i vostri nemici”. Se a un certo punto della nostra vita abbiamo fatto la scelta di diventare cristiani o di riconfermare la nostra appartenenza a Cristo, allora ci siamo dovuti confrontare con queste parole che fanno da spartiacque tra esserlo e non esserlo. Siamo però uomini, e anche se condividiamo l’amore per il nemico, quante pietre abbiamo in tasca che non riusciamo a scaricare… una per ogni nemico che apparentemente magari abbiamo anche perdonato, ma amarlo…. Salutarlo magari sì, sorridergli anche… ma amarlo… ed eccomi qui davanti a questo Vangelo ancora una volta a chiedermi di fare un passo in più.
Mt 5, 43-48

Seguire la legge divina è il tema comune a tutte e tre le letture, e viene presentato in modo diverso, seguendo l’evolversi dei tempi, da quelli più primitivi del Pentateuco, a quello intermedio del Salmo, e infine è riproposto da Gesù nei termini nuovi del suo Vangelo. Come se Lui dicesse: “Messa in questi termini (amate i vostri nemici, ecc.) la legge non è nuova, ma è precisata, rinnovata, e seguirla significa essere perfetti (umanamente, si intende) come il Padre che è nei cieli”.