«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.».
Eppure quante volte, pur sentendoci diversi, abbiamo un metro di valutazione rigido, inquadrato, che non ammette eccezione. Il nostro giudizio, spesso, è tagliente, è escludente, è tassativo.
Non vogliamo vedere ciò che ci disturba ed inscatoliamo tutto in categorie semplicistiche seppur all’interno della (nostra) legge: buono/cattivo, credente/non credente, degno/non degno. Ma quanto sono labili i confini? Quanto, al contrario, è ampia la visione di Dio?
Se non ci accostiamo alla giustizia con la volontà di riparare, di ricostruire, di rinsaldare un patto con l’intera umanità e con la nostra Terra sofferente, pur sentendoci migliori e privi di ogni responsabilità, saremo come chi non guarda, chi non ascolta, chi si sente dalla parte del bene ma non ama.
Mt 5,20-26
